Arts

Fiorucci made me hardcore

di Francesco Tenaglia

Decimo anniversario per “Fiorucci Made Me Hardcore” (1999), l’affascinante video che conferì una prima notorietà all’artista visivo Mark Leckey, poi vincitore del Turner Prize 2008: basato su materiale di repertorio montato per una durata di circa 15 minuti, “Fiorucci” celebra l’intensità, la volatilità e i punti di congiuntura nella storia del gigantesco rituale d’iniziazione che risponde al nome di club culture. Siamo in Gran Bretagna tra i settanta e i novanta, parliamo quindi di un viaggio che dal northern soul porta al primo rave.

Dieci anni dopo, il filmato è – paradossalmente – più in linea con l’attualità musicale: le brevi sequenze audio prelevate dai diversi generi e rielaborate nella trama ambient cavernosa della colonna sonora rimandano all’elettronica archivistica di Mordant Music, The Caretaker e Ghost Box mentre la sottile patina nostalgica del lavoro sembra uscire direttamente dalle produzioni dance UK ossessionate da memoria e recupero delle radici: certamente più il rave spettrale di Burial che la rievocazione calligrafica effettuata da Zomby in “Where Were U In ‘92?”

Fiorucci Made Me Hardcore (Mark Leckey) from Anon. on Vimeo.

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