di Valerio Mattioli
Nel corso dell’ultimo decennio gli ’80 sono stati riesumati in tutti i modi, e i rigurgiti plasticosi della hedonist era hanno invaso pressoché tutto, dai mille rivoli della musica pop (indifferentemente di massa o di nicchia) a un più generale immaginario collettivo a metà tra nostalgia e revisionismo puro.
Da qualche anno, persino i più clandestini sottoboschi off – quelli, per capirci, di area noise o post-noise che dir si voglia - hanno preso a trafficare con i fantasmi di un decennio al tempo stesso visionario e negletto, naturalmente alla loro maniera: e così di ricordi sgranati, allucinati si tratta, una specie di avaria che riporta in maniera più o meno mostruosa all’infanzia e alla fascinazione per le scorie mainstream, electro-pop, ambient o persino new age di un’era percepita come mitica.
Il solito David Keenan ribattezza la tendenza “Hypnagogic Pop”, e attorno al termine costruisce un articolo i cui punti di riferimento sono gli stessi che su Blow Up analizzammo nel numero 130 di marzo 2009: tra questi, James Ferraro e Spencer Clark (più nei lavori solisti che come Skaters), Emeralds, Pocahaunted, Zola Jesus, e infine Daniel Lopatin, che sotto il monicker Oneohtrix Point Never ha pubblicato quest’anno anche un dvd-r che ben testimonia delle tendenze “ipnagogiche” in corso.
I suoi filmati, raccolti questa estate in “Memory Vague” (Root Strata), sono una specie di campionamento/ricomposizione di vecchi spot e videoclip scaricati direttamente da YouTube. Per dirla con Keith Fullerton Whitman, “the films themselves (purportedly constructed in windows media player) are a perfect, grainy, low-bit analogue to the music (…) there’s a certain fever-dream aspect to the way dan handles the material, with brief flashes of consumer-tech instructional videos and blocky skylines edited in a wipe-heavy manner”.
Un esempio tra i tanti:
Il dvd è ottimo e straniante al punto giusto. Lopatin non poteva naturalmente esimersi dall’omaggiare Michael Jackson (“you touched so many lives”…) nel clip a nome Demerol:
A visione ultimata, forte è la sensazione di ritrovarsi dinanzi a una versione onirico/sfasata di un vecchio spot Atari, riletto attraverso le lenti di uno Steve Roach che musica Synopsis in un video-culto come Snow Canon, o filtrata attraverso storiche vhs-compilation come “Hi Fi For the Eyes”. Ma si potrebbe anche risalire altrove. Dopotutto, guardate questo commercial della Levi’s datato 1977, quanto è hypnagogic…


















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In Italia i pionieri assoluti nello scavo di questo materiale radioattivo sono raccolti intorno al collettivo individualista aaVV. Chi volesse fargli i complimenti o mandargli dei soldi può scrivere al loro indirizzo segreto:
paul.kersex@gmail.com
UNa volta si pensava fosse la cinematografia indipendente ad alimentare le ispirazioni degi spot o videoclip adesso si potrebbe pensare cheè quasi l’opposto.
Il bello è cercare di immaginare cosa ci porterà il futuro!!!
Una volta che gli anni ottanta son completamente eusauriti cosa accadra con i novanta??? e soprattutto quale sarà il campo d’ispirazione???