“La versione campagnola dei Black Lips”, afferma un conoscente, e più o meno ci siamo. Ennesimo parto di casa In The Red (distr. italiana Goodfellas), gli Strange Boys vengono da Austin, Texas, ed esordiscono quest’anno con “And Girls Club”, album recensito da Fabio Polvani sul numero di questo mese di Blow Up. “Sono storditi, scostanti, persino laconici, passano indifferentemente da condizioni swamp ad arie fities pop”, recita il pezzo, mentre l’etichetta di Larry Hardy si premura di sottolineare come il gruppo mescoli “garage à la Nuggets, punk, R&B, blues e country, senza ridursi a nessuno di questi generi.” La scena garage americana sta vivendo un periodo di grande vivacità come forse non si ricordava dai ‘90 di vecchie glorie come Oblivians, Gories, Bassholes e Doo Rag, e di questo universo gli Strange Boys rappresentano forse l’eredità più tradizionalista e al tempo stesso lercia, alcolica, malmessa. Hanno suonato, oltre che con gli stessi Black Lips, con Jay Reatard e No Age. Il video di Woe Is You And Me è uno di quei casi in cui basta guardare per capire.


















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Niente male la “in the red”… ma mica c’è solo lei (2 video in 2 post di fila…)
è nata ora una nuova passione.
più che altro la In The Red sta lì da vent’anni, che la gente se ne accorga ora è ridicolo. E poi che vuol dire che la scena garage vive ADESSO un periodo di grande visibilità? La scena garage c’è sempre stata, casomai sono i giornalisti che se ne ricordano quando più gli fà comodo. senza offesa per nessuno eh..
Ci sono maree di piccole etichette che stampano gemme su 45 giri.
Bisogna cercare, cercare, cercare…
Non tutto per fortuna viaggia solo su files.
Daniele, certo che ci sono maree di piccole etichette che stampano su 7″, su vinile, su formati “altri” ecc. E certo che non tutto gira solo su file (e mi pare che su BU se parli spesso). Non capisco però perché ribadirlo all’interno di un post su Strange Boys e In The Red…